
Quando scattò l’ora della Malattia X
Novembre 2011, l’Oms suona l’allarme: “è in arrivo un’emergenza sanitaria mondiale”. Si tratta della famosa malattia X come l’Organizzazione mondiale della sanità chiamava, fino a oggi, quella malattia che avrebbe sorpassato l’esperienza dell’influenza spagnola. Parliamo del virus H5N1, la cosiddetta influenza aviaria che, negli anni ’70, spaventò l’umanità. Nel novembre del 2011 venne alla luce uno studio dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam, relativo ad alcune modificazioni genetiche nella sequenza del virus aviaria. Uno studio che suscitò subito scalpore per il fatto che gli scienziati avevano appena creato un’arma.

Dallo studio sui furetti una scoperta inquietante
L’influenza aviaria era da anni già presente, annoverata tra le varie malattie stagionali, che ogni anno mieteva circa 500 vittime in tutto il mondo. Una malattia poco infettante e con un tasso di mortalità estremamente basso. Ma lo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di Rotterdam ebbe risvolti incredibili: attraverso delle indagini condotte su dei furetti (animali con un sistema simile all’uomo) si scoprì che il livello di infettività del virus modificato, H5N1, era di gran lunga superiore a quello tradizionale, ma a mettere sugli ‘attenti’ la direzione dell’Oms fu la sua letalità, circa del 38 per cento.

“Può cadere nelle mani sbagliate”
Ci fu un’unica considerazione: “Può cadere nelle mani sbagliate”. Un virus incredibilmente infettante e mortalmente pericoloso va maneggiato con cura, perché può veramente finire nelle mani sbagliate, alimentando pericoli di bioterrorismo. Parliamo dei primi 10 anni nel nuovo secolo, non era molto che la guerra fredda era finita, gli anni in cui furono sviluppate diverse tecnologie di distruzione di massa attraverso batteri e virus, la preoccupazione relativa a un furto del virus era giustificata.

Virus, maneggiare con cura
Da quel momento l’opinione pubblica si scatenò con molti dibattiti sull’opportunità meno di continuare a sperimentare i virus anche a scopi benefici. D’altronde, lo abbiamo imparato pagandone un caro prezzo: quando l’uomo si sostituisce alla natura, quasi fosse una divinità, come un “Deus ex machina”, la natura risponde. L’Oms suonò l’allarme ma per fortuna il virus modificato in laboratorio rimase in provetta, senza che nessuno provasse a rubarlo, scongiurando l’esplosione di una pandemia. Per una tragica ironia della sorte la cosiddetta malattia X esploderà dieci anni più tardi con il nome di Covid-19. Ma questa è un’altra storia.
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