
Le trappole dei venditori disonesti: ecco come difendersi dai truffatori
In Italia è attivo il così detto ‘bonus sicurezza’, pensato per permettere a proprietari di abitazioni, ville o appartamenti di realizzare misure preventive per proteggere la casa, e soprattutto la propria famiglia, da atti illeciti come furti, aggressioni, sequestri di persona e reati simili. La detrazione fiscale è applicabile sia per la realizzazione di nuovi sistemi di antifurto che per ammodernare un impianto già esistente.
Attenzione! Per poter usufruire delle detrazioni fiscali 2019 per l’installazione o l’aggiornamento di un impianto d’allarme antintrusione e di videosorveglianza è necessario rispettare correttamente le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate
Come funziona?
Il bonus fiscale opera sotto forma di detrazione dell’IRPEF delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione delle abitazioni (agevolazione Casa sicura) e delle parti comuni negli edifici residenziali. In pratica, ti permetterà di portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi la metà della spesa sostenuta in 10 anni (il 50%, appunto). I soldi spesi verranno rimborsati a partire dall’anno successivo in dieci quote (una per ogni anno fino al decimo anno, termine di cessazione del rimborso richiesto).
Un esempio. Per una spesa di € 10.000 sull’acquisto di impianti di sicurezza entro il 31 dicembre 2019, potrai ottenere uno sconto IRPEF dall’anno 2020 di 500 € all’anno, per dieci anni (5.000 € suddivise in 10 quote, quindi € 500 all’anno).

3 accorgimenti per non ‘farsi fregare’
Ecco tre consigli utili da seguire per evitare truffe o raggiri da parte di venditori più interessati al vostro portafoglio che alla vostra sicurezza.
1. Assicurarsi che l’installatore certifichi l’impianto
Per poter richiedere l’Iva agevolata e quindi usufruire della detrazione fiscale è necessario avere un impianto certificato e conforme alle norme dell’Unione Europea. La certificazione deve essere rilasciata da chi installa l’impianto e questo, per avere validità, deve essere certificato in ogni sua parte, in quanto ogni componente deve rispettare le regole e le leggi imposte della normativa vigente. Senza il rispetto delle norme e la certificazione di chi ha eseguito l’installazione, il cliente si ritroverà ad avere l’Iva al 22% e, ovviamente, senza la possibilità di recuperare una parte dei soldi spesi per l’impianto.
2. Attenzione alle false autocertificazioni
L’abilità di alcuni venditori o progettisti senza scrupoli non ha limiti quando si tratta di guadagno. Molto spesso gli acquirenti, soprattutto i meno informati, si lasciano confondere dalle promesse dei venditori, che abilmente ingannano il cliente e lo inducono a compiere degli illeciti. Uno di questi trucchi è quello dell’autocertificazione: a chi acquista viene fatto firmare un modulo in cui dichiara di poter usufruire per l’intervento sulla propria casa dell’Iva agevolata al 10%, sotto l’autorizzazione dell’installatore. In questo caso, però, la responsabilità ricadrà sull’utente e non su chi installa l’impianto, cosa che potrebbe portare una serie di problemi all’acquirente al momento della detrazione.
3. Il recupero edilizio? Solo con la certificazione
Un altro illecito frequente nel campo delle agevolazioni fiscali riguarda il campo del recupero edilizio, cioè la manutenzione (sia ordinaria sia straordinaria) dell’appartamento, il restauro, il risanamento e la ristrutturazione edilizia o urbanistica. È importante sapere, da parte dell’acquirente, che per avere diritto agli sgravi fiscali di ristrutturazione è necessario essere in possesso di un’autocertificazione del lavoro di ristrutturazione o di manutenzione che può essere prodotta da parte del committente o dalla ditta che acquista il materiale per conto di chi ha commissionato il lavoro, che dovrà poi essere presentata al rivenditore e nella quale si dichiara sotto la propria responsabilità di rientrare in uno dei casi previsti dalla legge a cui spetta l’agevolazione fiscale dell’Iva ridotta al 4% o al 10%.
Senza l’autocertificazione non potrà essere richiesta l’agevolazione fiscale per il recupero edilizio e, nel caso in cui venissero effettuati dei controlli, il committente potrebbe incorrere in costose sanzioni, oltre all’impossibilità di usufruire delle detrazioni fiscali agevolate.

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Vuoi sapere come funziona la Normativa sulle detrazioni fiscali? Leggi l’articolo Detrazioni fiscali 2019: cosa sapere e come richiederle
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